Nuove prospettive per i nostri alimentaristi

A mio parere esistono oggi almeno tre fattori di sviluppo per la nostra produzione alimentare tipica. Questi, se utilizzati in tutta la loro potenzialità o, meglio, la loro sinergia, potrebbero portare ad accrescere considerevolmente il fatturato degli operatori mantovani.Il primo è certamente la scomparsa, nella Unione Europea, delle barriere doganali che permette finalmente di ampliare il mercato trasformandolo da provinciale o regionale ad internazionale. Ciò consente ai nostri prodotti di qualità di farsi conoscere e di introdursi stabilmente in nuove ed importanti aree di scambio. Dobbiamo assolutamente capire che queste dinamiche mondiali sono le sole che possono affrancarci da un commercio tradizionale, statico e ormai asfittico, per cui ci si contende, con elevati costi di promozione, una clientela numericamente non espandibile ed avente capacità di reddito altrettanto stazionarie.

Il secondo va individuato nelle eccezionali possibilità di contatto che offre oggi l’e-commerce - e cioè la vendita tramite internet - che favorisce la frequentazione di versanti economici finora desueti per le nostre vendite.

Il terzo è dato dalla sempre maggiore e più raffinata rete di trasporto tramite corrieri, aventi dimensioni operative a lunghissimo raggio, sempre più rapidi e precisi, che consegnano in poche ore, o al massimo in un paio di giorni, colli e pacchi in partenza da ogni parte d’Italia e con recapiti in ogni città europea.

Mi pare che sia giunto quindi il momento di leggere i segni dei tempi e di non rivolgersi soltanto o prevalentemente al mercato locale che ha dimensioni, come dicevo, limitate e non facilmente ampliabili. Insistendo in questa costrizione si finirebbe per dibattersi in infinite e costose promozioni – come già oggi succede – per spostare la propensione di acquisto da un produttore ad un altro, costringendo tutti a rincorrersi reciprocamente in un’area sempre più intasata. È lo storico principio della coperta corta (i pochi consumatori) che da qualunque parte si tiri lascia sempre qualcuno allo scoperto. Occorre avere coraggio ed allargare le vendite all’intera Europa, in una stimolante concorrenza di prezzi e qualità con gli operatori esteri, che vedrebbe certamente la provincia mantovana proiettata ai primi posti di un’eventuale classifica di merito.

Sarebbe affascinante ammirare i nostri tortelli o i nostri agnolini proposti ai Gum di Mosca ovvero i nostri salami far bella mostra di sè nelle boutique alimentari di Francoforte o la nostra sbrisolona occhieggiare come un sole seducente dagli saffali dei supermercati di Varsavia o di Budapest.

Le possibilità tecniche esistono e non possiamo certamente farci superare da altri che hanno una visuale prospettica più lunga ed accorta della nostra. Anche perché, nel campo alimentare, abbiamo delle specialità che fanno la gioia dei turisti che vengono a visitare Mantova e che deliziano i cultori della civiltà della tavola sempre in cerca di riferimenti sicuri per la loro passione.

Via, siamo sinceri: può un wurstel, un qualsiasi wurstel, competere vittoriosamente con un salame all’aglio di Ceresara ? E una zuppa alla moda tedesca, con verze e patate, può misurarsi alla pari con una fondina di capunsei di Solferino ?

È del tutto impossibile ! Questa è la riflessione da fare per non friggere sempre la stessa aria.

On. Gastone Savio - Solferino

Accademia Gonzaghesca degli Scalchi

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